Non so realmente, se andrebbe condivisa questa esperienza, ma via, ve lo dico …

DNA britannica, non posso cambiare. Io sul treno devo stare da sola quanto possibile, ho un concetto del spazio personale entro il quale non bisogna entrare abbastanza ampio, ed il contatto fisico mi urta mentalmente. Quindi per me, sul 10.24, è preferibile la postazione instabile e un po pendente nel pianerottolo fuori dal bagno tra le carrozze, che stare nella stalla del compartimento condiviso con tutta quella gente che non conosco e non voglio conoscere.

Insomma, prima un signore arriva per andare in bagno. Apre la porta, e di furia la richiude e se ne va. Ecco penso, tra me e me, deve fare parecchio schifo. Dopo due minuti arriva una signora non giovanissima, e che aveva anche una certa difficoltà stare in piedi con il treno in movimento. Apre la porta, ed anche lei dopo 1 secondo, la chiude. Non fa in tempo a girarsi, e la porta si apre con violenza. Un “signore” era dentro il bagno, sigaretta in mano, occhi palesemente “fatti”, ed urla “ma non si può pisciare in pace, ma te cosa vuoi, pisciare anche te?”.  La signora, in evidente confusione, e direi spinta dall’urgenza della sua situazione, conferma. E scambia posto con il bravo “signore” che se ne va. Dopo due minuti apre la porta ed esce. Io impassibile sul tablet, con lo sguardo abbassato, ma sento i suoi occhi su di me.

“Ma il signore che voleva fare pipì, dov’è? Se ripassa glielo dica che il bagno è libero ora?”

Buon lunedì a tutti!

 

Una vita a Londra - e una vita a Firenze. Contrasti, sovrapposizioni, confusione, armonia, conflitto, accordo .... è tutto quanto dentro di me!

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